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I contenuti di questo sito sono ad esclusiva cura ed opera del dott.Guido ORLANDINI, Casa di Cura Santa Maria delle Grazie, Voghera (PV).

Il dott.Orlandini si rende disponibile per consulti; lo si puņ contattare al numero 335-814.32.40.

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Il fuoco di San'Antonio e la Nevralgia post-herpetica PDF

ImageE’ abbastanza frequente, specie negli anziani, la comparsa improvvisa di un intenso bruciore lungo una striscia del torace o dell’addome o in una parte del viso (la fronte, l’orbita e la tempia). Avvertito soprattutto sulla pelle, questo dolore s’accompagna a chiazze rossastre e piccole bolle confluenti le une nelle altre. Si ha allora il quadro ben noto nella cultura popolare come “fuoco di Sant Antonio” e in medicina col nome di “herpes zoster”. La malattia è prodotta da un’infezione virale con una storia abbastanza particolare. Un certo tipo di virus, infatti, provocherebbe nel bambino una delle comuni malattie dell’infanzia: la varicella. Questa malattia dell’infanzia guarisce senza problemi ma il virus resta annidato in alcune stazioni nervose e molti anni dopo, quando ormai l’individuo è adulto e spesso addirittura anziano, approfittando di un momento di minore resistenza alle malattie, si risveglia dal suo letargo e produce il fuoco di Sant Antonio.

Oltre al bruciore, all’arrossamento e alle bolle della pelle, nella maggior parte dei casi il fuco di Sant Antonio non provoca altri problemi: nel giro di poche settimane il bruciore, che nei primi giorni è violento e quasi intollerabile, regredisce e sulla pelle, al posto dell’arrossamento e delle bolle, restano piccole cicatrici biancastre. In un certo numero di casi, però, specialmente negli anziani, l’evoluzione della malattia non è così favorevole: infatti, mentre l’arrossamento e le bolle sulla pelle guariscono entro poche settimane, il dolore persiste per molti mesi, poi tende a migliorare e finalmente a risolversi. In qualche caso ancor meno fortunato, guarita la pelle, il bruciore continua…per sempre ed anche dopo molti anni il paziente continua a lamentarsene assieme ad una sensazione di stiramento, di piccoli spilli sotto la pelle e spesso ad una sensazione particolarmente sgradevole che si ripresenta ogni volta che quella zona viene toccata leggermente o sfiorata da un indumento o da un lenzuolo. In questi casi parla di “nevralgia post-herpetica”, una malattia non grave per la sopravvivenza del paziente ma gravissima per la sua qualità di vita.

Alcune osservazioni su questa malattia meritano un breve commento: innanzitutto, nonostante nei primi giorni il fuoco di Sant Antonio sembri una malattia della pelle che si esprime con l’arrossamento, le bolle ed il dolore bruciante, il vero problema non è la pelle (che guarisce sempre) ma il sistema nervoso. Il virus infatti provoca un particolare tipo di danno nervoso che, se abbastanza grave, causa il dolore neuropatico.

Consigli a chi si ammala di herpes zoster:

  • Alla comparsa di dolore, arrossamento e bolle della pelle dev’essere immediatamente consultato il medico. In questa prima fase, in tutti i pazienti la terapia prevede la somministrazione di agenti antivirali (da proseguire per 7-10 giorni a piene dosi) e di analgesici (da assumere regolarmente finchè persiste il dolore urente).
  • Se il dolore è particolarmente severo o se il paziente ha più di 60-65 anni, entro i primi 10-15 giorni dalla comparsa del dolore, dell’arrossamento e delle bolle sulla pelle, oltre al trattamento antivirale, il paziente dev’essere sottoposto ad un blocco peridurale selettivo. Si tenga presente che il blocco peridurale, eseguito nei primi 10-15 giorni dalla comparsa dei sintomi, è in grado di abolire subito il dolore e di impedire il prodursi della nevralgia post-herpetica.

Se il dolore è presente da più di 1-2 mesi, la situazione è decisamente più grave: i farmaci antivirali sono ormai inutili perché ormai l’infezione è già superata ma sono rimasti i danni nervosi. E’ possibile che già in questa fase gli analgesici siano già inefficaci. Di qualche utilità possono essere i farmaci per i dolore neuropatico. In questa fase ancora possibile una guarigione spontanea nel volgere di qualche mese, ma nessuna previsione può effettivamente essere avanzata.
Se il dolore è presente da più di un anno si è senza dubbio nella condizione definita nevralgia post-herpetica ed è assai probabile che ormai la situazione non sia più suscettibile di remissioni o miglioramenti spontanei e spesso neppure a seguito della terapia. In questa fase è possibile che gli analgesici siano inefficaci (inclusa la morfina). A volte il dolore risponde almeno in parte ai farmaci per il dolore neuropatico o ad altre terapie come l’elettrostimolazione del midollo spinale. Nessuna terapia, però, è sicuramente efficace: l’impotenza terapeutica in questa fase conclamata di malattia giustifica il trattamento relativamente aggressivo che si è proposto nella fase iniziale della malattia, volto a prevenirne l’infausta evoluzione.

 

 

 

 

 

 

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